Tempo Libero

LE PRIME PAROLE



La conquista del linguaggio è un processo lento e faticoso che inizia, generalmente, intorno agli 8/9 mesi con il tentativo, da parte del bambino, di emettere suoni di senso compiuto.
Ecco, dunque che ma-ma, pa-pà possono essere scambiati, erroneamente, per parole pronunciate dal piccolo con la volontà di chiamare mamma o papà.
Si tratta, invece, di un primo approccio, ancora piuttosto rudimentale, al linguaggio che arriverà in una fase successiva, generalmente non prima dei 13-18 mesi (intorno ai 24 mesi il bambino ha sviluppato un vocabolario di circa un centinaio di parole).
Nella fase della cosiddetta lallazione, infatti, il bambino sperimenta il suono, se ne impossessa e impara a comprendere le reazioni che suscita negli altri.
È in questa fase che il contesto in cui vive, gli stimoli che riceve, i discorsi che ascolta sono fondamentali per aiutarlo a parlare.

Sebbene difficilmente mamma e papà siano, dunque, le prime parole di senso compiuto che un bimbo pronuncia, è probabile, però, che queste siano comunque legate a bisogni primari: pap-pa, nan-na, ciuc-cio, lat-te….
Mamma e papà (o nonna e nonno) arrivano, di solito, dopo, quando il bambino capisce che dicendole ottiene una reazione: la risposta immediata della persona chiamata.

5 consigli per stimolare il linguaggio del bambino
Per imparare a parlare il bambino ha bisogno di un ambiente stimolante che lo aiuti, sin dai primissimi mesi di vita, a sviluppare il linguaggio.
Il fatto che alcuni bimbi inizino a parlare prima di altri non dipende tanto da questioni genetiche (per esempio il genere), infatti, ma dagli stimoli ricevuti.
Ecco, quindi, come mamma e papà possono aiutarlo a parlare, senza forzare i suoi tempi:
 

  • Parlare sempre al bambino utilizzando una terminologia corretta e senza storpiare le parole sin dalle primissime settimane. Non importa se il neonato non comprende il significato di quegli strani suoni. In qualche modo questi gli entrano dentro maturando fino al momento in cui è pronto per pronunciare le prime sillabe all'inizio e le prime parole dopo.
  • Abituarsi a leggere al bambino ad alta voce, già a partire dai 6 mesi. La lettura, infatti, è uno strumento utilissimo per aiutare il bebè a sviluppare il linguaggio. Non va imposta ma proposta continuamente come una delle tante attività da fare insieme.
  • Limitare l’uso di radio, televisione, cd, tablet.... La voce registrata, infatti, non è come la voce viva di mamma e papà che parlano al bambino. Nello sviluppo del linguaggio, infatti, sono fondamentali anche tutti quei messaggi che non necessariamente passano attraverso la parola: pause, sospensioni, momenti di riflessione, mimica facciale....
  • L'alimentazione è molto importante. Alcuni alimenti sono preziosi, nei primi mesi, perché aiutano lo sviluppo cerebrale a cui quello linguistico è strettamente correlato. In particolare gli omega 3 sono preziosi nei primi mesi di vita del bambino. E la mamma dovrebbe cominciare a fornirli al bebè già a partire dagli ultimi mesi di gravidanza e poi, dopo, attraverso il latte curando la propria alimentazione.
Non forzare i tempi. Al momento opportuno, quando si sentirà pronto per farlo, parlerà.

Lo sviluppo del linguaggio è un processo lento che inizia dapprima con la lallazione (8/9 mesi) fino ad arrivare alle prime paroline di senso compiuto (13/18 mesi).