Salute

Il senso di colpa della mamma



Il senso di colpa della neo-mamma si insinua dappertutto: per il lavoro trascurato, per il rapporto di coppia in sofferenza d’attenzione, per il neonato affidato alle cure di una babysitter,  o per l’affidamento al nido d’infanzia. Uscire dal senso di colpa è facile.
Il bambino è nato. Il bambino cresce. Il bambino è sano e bello. 
E’ un vero concentrato di gioia per tutti quelli che gli ruotano intorno.
Certo, da quando è arrivato il neonato le cose non sono più le stesse: tutto è cambiato. Quel che si poteva fare senza programmazione adesso necessita di una regolarità svizzera: trasgredibile ma non mutuabile con gli orari della pappa, del sonno, dei cambi, della tranquillità della quale necessitano i bambini. 
Ma la mamma deve fare i conti con la vita di tutti i giorni che invece è rimasta più o meno la stessa. Se ci sono fratellini o sorelline più grandi del nuovo bebè il loro bisogno di attenzione si fa sentire proprio quando la stanchezza ci prende. Se un’amica ci propone una serata di evasione ecco che arriva il raffreddore, la tosse o la febbre. Se c’è un lavoro importante da terminare ecco che la babysitter non può fermarsi oltre le 17,00. Per non parlare del rapporto di coppia che deve ritagliare momenti di intimità tra poppate, cambi di pannolino, pianti notturne, coliche, rigurgiti e pigiamini da cambiare.
E in tutto questo, quale sentimento nasce nella mamma? Ma è ovvio: il senso di colpa.
Il senso di colpa della mamma si forma a strati sottili, ogni giorno se ne aggiunge una fettina, fino a formare una montagna invalicabile. 
Il neonato cresce sano… ma la mamma si sente in colpa perché deve lasciarlo alle cure della babysitter, o della nonna, o peggio ancora dell’asilo nido, per poter svolgere il proprio lavoro. 
Il fratellino più grande adora il neonato… ma la mamma si sente in colpa perché è convinta di sottrarre troppa attenzione al più grande che invece deve dedicare al piccolo. 
I colleghi sono gentili e comprensivi e si sostituiscono come meglio possono per far fronte alle necessità e agli imprevisti che può causare un neonato… ma la mamma si sente tremendamente in colpa perché è certa di trascurare lavoro e carriera, e a volte pensa anche che quella promozione alla quale tanto teneva non arriverà più. 

Nei confronti del lavoro la mamma sviluppa un senso di colpa da cane che si morde la coda: quando è a casa a prendersi cura della famiglia si sente in colpa per non essere al suo posto di lavoro a far tardi come i colleghi; e quando è sul posto di lavoro si sente in colpa per non essere lei a prendersi cura dei piccoli. 
Frustrazioni e sensi di colpa che crescono a dismisura, uniti alla stanchezza per la fatica di gestire doppi e tripli compiti, non possono che generare uno stato di sofferenza che certamente non rende la neo-mamma molto attraente all’interno del rapporto di coppia. Il compagno capisce, soffre, si lamenta ma non sa cosa fare. E se a questo aggiungiamo gli scompensi ormonali post-parto che allo specchio riflettono una figura ancora appesantita dalla recente gravidanza, certo il quadro non è dei più confortanti.
Come in tutti i circoli viziosi, l’importante è prendere coscienza del proprio stato e interrompere il vortice.
Ecco alcuni suggerimenti, dalla A alla Z,  per porre rimedio al senso di colpa che non è giustificato e che per definizione non può riguardare la mamma e la sua dedizione ai piccoli:
 
Il decalogo dei suggerimenti per eliminare il senso di colpa della neo-mamma 

  1. Ripetete come un mantra: “il bambino sta bene, e si vede”. Se prende il raffreddore o l’i nfluenza non è perché non l’ho coperto sufficientemente ma perché ci sono virus e batteri in agguato. 
     
  2. Hai scelto tu la persona che ti sostituisce nel prendersi cura del tuo bambino: è affidabile e tu ti fidi. Puoi e devi controllare la qualità del suo operato ma, qualora tu verificassi di aver scelto una persona inadeguata a prendersi cura del piccolo, sei sempre in tempo per cercare un’a lternativa. Un errore di valutazione tutti possono commetterlo e non è certo una colpa. 
     
  3. E’ normale che il fratellino più grande possa soffrire di gelosia per il nuovo arrivato, ma questo evento è un momento di crescita fondamentale per lui: imparerà a condividere l’amore da dare e l’amore da ricevere. E questo vale anche per te, perché nel cuore di una mamma c’è posto per 1000 figli. Non gli stai togliendo niente, anzi… gli stai regalando una grande esperienza e un compagno per la vita. 
     
  4. Almeno una volta alla settimana, cascasse il mondo, dedica una sera al tuo compagno. Una cena in pizzeria, un aperitivo nel vostro bar preferito, un cinema dopo aver messo a letto il piccolo, il teatro o la visita a una mostra: qualunque cosa va bene, l’importante è che siate voi due da soli. Non sentirti in colpa per aver lasciato il piccolo da solo per due ore con la nonna o con la babysitter: è bene che si abitui al fatto che sei la mamma e non una proprietà della quale disporre. 
     
  5. Quando sei a casa ad occuparti del tuo bambino non dimenticare di metterti un filo di rossetto o di matita sugli occhi: essere mamma non significa non essere più una donna. Il tuo compagno penserà che l’hai fatto per lui, anche se in verità lo stai facendo per te. Ma il risultato è ottimo in entrambi i casi. Non sentirti in colpa per i 5 minuti che hai sottratto alla cura del neonato o della casa: non ne risentiranno per niente. 
     
  6. Il tuo compagno è padre e marito, esattamente come tu sei madre e moglie. Se ti senti stanca, chiedigli aiuto e non sentirti in colpa per il fatto che anche lui arriva a casa stanco dal lavoro. I primi anni di vita dei piccoli sono faticosi. Non caricare tutto sulle tue spalle convinta di saper fare solo tu le cose come vanno fatte. 
     
  7. I tuoi colleghi sono in grado di decidere cosa fare e quanto fare per darti una mano per coprire la riduzione di orario necessario per l’allattamento. E’ un tuo diritto irrinunciabile, non è una colpa né una mancanza di serietà. C’è sempre tempo per fare carriera. Se hai scelto di provare la gioia di un figlio metti la carriera in secondo piano o quanto meno sullo stesso piano. Ma non pensare che tutto è perduto. Se hai valore ti sarà riconosciuto. Intanto il bebè sarà cresciuto e tu avrai fatto ciò che ci si aspettava da te, avrai dato priorità a lui che in quei momenti aveva più bisogno di te. Se in ufficio ti chiedono di fermarti fuori orario è tua la decisione di accettare o rifiutare. L’importante è che una volta fatta la scelta tu non ti senta in colpa per questo: succederà molte volte di dover scegliere se dire si o no al tuo bambino, consideralo un allenamento!
     
  8. Quando sei sul tuo posto di lavoro pensa il meno possibile a quello che hai lasciato a casa e non sentirti in colpa per non essere là: se ci sarà bisogno di te ti chiameranno e accorrerai. Ma se ciò non è, concentrati in quello che stai facendo e fallo al meglio! 
     
  9. Più di tutto ricorda una cosa: i figli, gli amici, i colleghi, i datori di lavoro saranno meglio disposti nei confronti delle tue eventuali “mancanze” se tu sei serena e felice. Viceversa, il tuo senso di frustrazione per non essere capace di ritagliarti qualche momento di attenzione per te stessa, destabilizza gli altri, ivi compresi i componenti della famiglia. 
    Il neonato urla e strepita, tu sei tranquilla del fatto che non ha nessun problema particolare e che la sua è solo una richiesta di attenzione e coccola, ma tu devi assolutamente fare una determinata cosa: falla serenamente, poi, una volta fatta, andrai dal piccolo a consolarlo. Non stai sbagliando, gli stai insegnando che non si può avere tutto e subito ma che bisogna saper aspettare. 
    Se avevi la buona abitudine a leggere, continua a farlo. I bambini imitano i grandi, trasmetterai al tuo bambino un imprinting positivo e un amore innato per le buone letture. 
     
  10. Meglio rinunciare a un mega-passeggino ultimo modello piuttosto che al compenso di una babysitter che ti può dare qualche ora di libertà con il papà del tuo bambino o con gli amici.

Il bambino è nato. Il bambino cresce. Il bambino è sano e bello. E insieme a clui cresce il senso di colpa della mamma. Come non sentirsi causa di problemi in famiglia e nella professione dopo la nascita del neonato.