Salute

COME RICONOSCERE IL PIANTO DEL NEONATO



I neonati trascorrono piangendo circa 30 minuti al giorno, distribuiti nell’arco della giornata in base alle esigenze.
Sebbene il pianto sia lo spauracchio di tutti i neo-genitori, rappresenta, in realtà, il solo modo attraverso il quale il bebè può comunicare a chi si prende cura di lui le sue esigenze.
Un bambino che piange è un bambino che sa che verrà ascoltato e, in qualche modo, compreso.
 
Nei primi giorni di vita a casa, però, capire quello di cui ha bisogno il neonato non è semplice e distinguere il pianto da fame da quello per coliche o per pannolino sporco non è facilissimo.
Quali segnali prendere in considerazione, dunque?
 
SE IL BAMBINO HA FAME
Saziare la fame rappresenta per il bambino un’esigenza primaria. Generalmente, il pianto per fame è quello che le mamme riconoscono più facilmente perché si presenta a orari ben precisi e non si placa finché non viene assecondato, anzi cresce di intensità e forza fino a quando il piccolo non ha modo di accedere al biberon o al seno.
 
IL PIANTO IN CASO DI COLICHE
Anche in questo caso, il pianto è insistente e non cessa fino a che il problema non viene risolto. È un pianto nervoso, il piccolo si contrae e si ritorce, piegando le gambine a scatti nel tentativo di far cessare il mal di pancia.
Il metodo per intervenire in caso di coliche ancora non è stato trovato, così come non se ne conoscono le cause.
Spesso si palesano in momenti ben precisi della giornata (la sera, al mettino presto...), senza alcun preavviso.
Possono essere alleviate praticando un massaggio sul pancino del bimbo, tenendogli al caldo la pancina o portandolo in giro su strade dissestate.
 
SE IL BAMBINO HA CALDO
La temperatura percepita è un fattore che i neogenitori tendono a sottovalutare, coprendo, tra l’altro, il bambino spesso in modo esagerato.
I neonati, invece, soffrono parecchio per il caldo e non avendo ancora sviluppato un sistema di autoregolazione, soffrono molto di più degli adulti le temperature eccessive.
Quando il piccolo si sente a disagio tende a piagnucolare in modo sommesso ma insistente, diventando noioso. Un pianto, quindi, più basso e meno “arrabbiato” del pianto per coliche o fame che vuole comunicare alla mamma che qualcosa non va.
 
SE VUOLE DORMIRE
Anche il pianto per stanchezza non viene spesso riconosciuto dai neogenitori. Invece, è una delle principali cause di pianto nei primi mesi di vita.
Generalmente, va compreso per esclusione e si presenta con una fase iniziale in cui il piccolo, più che piangere, sembra ipereccitato.
In questi casi, il consiglio è di eliminare tutti gli stimoli, sdraiare il bambino e assecondare il suo bisogno di dormire.
 
HA IL PANNOLINO SPORCO
Molti bambini non ci fanno nemmeno caso. Altri, al contrario, non sopportano sentirsi bagnati o sporchi di cacca e piangono non appena questa percezione li infastidisce.
Naturalmente, comprendere questo tipo di pianto è facile: si controlla il pannolino, lo si cambia e se il piccolo cessa di piangere la causa era quella.

Perché piange il bebè? Come distinguere un pianto per fame da uno per sonno o pannolino sporco? Come intervenire?