Pappa

PRIMA PAPPA: DOLCE O SALATO?



Non c’è una regola. È il pediatra a stabilire di volta in volta quando e come iniziare lo svezzamento in base a quello che è il suo “credo” personale ed, eventualmente, tenendo presenti le necessità del bambino e della mamma.
In linea generale, però, si può dire che con i bambini allattati al seno in modo esclusivo, si tende a posticipare il momento dello svezzamento quanto più possibile e mai prima dei sei mesi.
In questi casi, la tendenza è quella di introdurre subito le pappe salate (ossia a base di brodo vegetale e farine di cerali – riso, tapioca, avena… - a cui, via via, vengono aggiunti altri alimenti - carne, pesce, formaggio…-).
La frutta, in questi casi, è un completamento del pasto o viene data al piccolo in un secondo momento e, di solito, per merenda.
Talvolta, invece, soprattutto quando si anticipa lo svezzamento al 4°/5° mese, la frutta diventa la base dello svezzamento (anche in questi casi, però, in sostituzione della poppata del pomeriggio e non come pasto principale).
Si comincia con mele, pere e prugne e si passa via via a banana, a albicocche, pesche fino a inserire la maggior parte della frutta (possibilmente di stagione) a eccezione dei frutti rossi (fragole e frutti di bosco) per cui si consiglia di aspettare almeno fino ai 18/24 mesi.

SVEZZARE CON LA FRUTTA

Come dicevamo, non esiste un modo giusto o sbagliato di svezzare il bambino.
Spesso, il motivo per il quale viene prediletta la frutta alle pappe non dipende da una scelta “nutrizionale”.
Molti pediatri, infatti, sono convinti, e le statistiche danno loro ragione, che sia più semplice abituare il bambino al cucchiaino iniziando con un alimento dolce e dal sapore piacevole come, appunto, può essere la frutta.
Se, quindi, l’obiettivo è uno svezzamento soft e non particolarmente complesso, la frutta è la senz’altro la scelta migliore.
Quale scegliere?
La frutta in vasetto è indicata per i primi tempi, quando il bambino passa da un'alimentazione a base esclusivamente di latte a un'alimentazione solida. Non solo, infatti, è più sicura perché sottoposta a tutti i controlli obbligatori per legge sui prodotti per la primissima infanzia, ma anche più digeribile (dal momento che la polpa è finissima) e più comoda per mamma e papà che possono darla al piccolo in qualsiasi momento della giornata.
Una volta che il bambino si sarà abituato al sapore della frutta e alle pappe, è possibile passare alla frutta fresca, preferibilmente se di stagione e di primissima scelta, che dovrà essere sbucciata (o lavata con cura nel caso di frutti a cui è impossibile togliere la buccia. Per esempio, le albicocche), grattugiata, schiacciata o tagliata in piccoli pezzi.
In generale, da evitare sempre l’aggiunta di zucchero che andrebbe usato nei primi anni il meno possibile per non abituare il bimbo a un sapore dolce artefatto.
 
LE PAPPE SALATE
 
Lo svezzamento con le pappe salate è sicuramente più complesso: non tutti i bambini, infatti, gradiscono sin da subito il cambiamento (dal seno/tettarella al cucchiaino) e il sapore è talmente diverso rispetto a quello a cui sono abituati che la prima reazione è spesso di rifiuto.
Si tratta di una reazione più che normale. Generalmente, già dopo la prima settimana il piccolo accoglie di buon grado la novità e si lascia imboccare senza fatica.

Come nel caso della frutta, è molto importante non alterare il sapore degli alimenti con l’aggiunta di sale (per altro, sconsigliato fino ai 12 mesi) e assicurarsi che la consistenza della pappa sia morbida e mai grumosa.
Per la preparazione del brodo vegetale, si segue il calendario stabilito dalla pediatra (normalmente si inizia con zucchine, carote e patate a cui poi si aggiungono altre verdure, possibilmente di stagione) introducendo le proteine (carne, formaggio, pesce) solo in un secondo momento, quando ormai il bambino si è abituato al nuovo sapore.

C’è chi inizia con la frutta e chi parte subito con il brodo vegetale. Cos’è meglio per il primo svezzamento del bambino?