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NO AL MIELE SOTTO ALL’ANNO DI ETÀ



Considerato un toccasana per bambini e adulti, il miele andrebbe, invece, evitato sotto all’anno di età per il rischio (elevato) di scatenare il botulismo infantile.
Il pericolo è concreto. Naturale al 100%, infatti, il miele viene prodotto dalle api che posandosi su qualunque superficie possono catturare le spore di botulino presenti nell’ambiente.
Queste, per lo più innocue in età adulta, in un ambiente fertile quale può esserlo l’intestino di un bimbo la cui flora batterica non è ancora del tutto formata, possono moltiplicarsi e dare vita alla malattia vera e propria.

Cos’è il botulismo infantile
Si tratta di un’intossicazione grave causata dalla tossina botulinica che può causare una paralisi generale del corpo e, di conseguenza, dell’apparato respiratorio che può portare anche alla morte.
Colpisce, generalmente, i bimbi sotto l’anno di età con maggiore incidenza nella fascia 2-6 mesi (negli Stati Uniti si registrano circa 100 casi di botulismo infantile all’anno. In Italia la percentuale è molto più bassa e non sempre le cause sono da riscontrarsi nel miele. Meglio, però, evitare di correre rischi).
Oltre al miele, tra le principali cause di botulismo infantile, senz’altro la polvere che, però, è difficilmente eliminabili dalla vita quotidiana di chiunque.

Come può essere sostituito il miele?
Premesso che sia per i bambini allattati al seno sia per quelli allattati artificialmente l’aggiunta di un dolcificante (sia esso miele, zucchero o fruttosio) è del tutto ingiustificata e andrebbe evitata anche dopo i 12 mesi, esistono altri modi per rendere più dolci gli alimenti:
l’acidità dello yogurt, per esempio, può essere mitigata dall’aggiunta di frutta (perfette le banane); biscotti specifici per l’infanzia possono essere sbriciolati nel latte (per i bambini allattati al seno, ovviamente, il discorso non vale. A meno che la mamma non se lo tiri)…

In generale, però, il consiglio è quello di non correggere il sapore degli alimenti in modo artificiale (questo vale anche per l’aggiunta del sale), ma lasciare che il bimbo si abitui al gusto reale del cibo. Si è visto, infatti, che i bambini poco abituati, nella primissima infanzia, al sapore del “dolce” (o ai cibi eccessivamente salati) hanno meno propensione a sviluppare problemi di obesità ed eccesso di grasso in età adulta.
 

Perché il miele andrebbe evitato nel primo anno di vita del bambino? Come rendere, quindi, più dolci latte o yogurt?