Salute

Interpretare il respiro del lattante



Una delle prima domande che le neomamme sottopongono al pediatra riguarda proprio la qualità delrespiro del loro piccolo.
A tale riguardo va detto innanzitutto che tutti i bambini nei primi mesi di vita hanno di per sé una respirazione sonora, senza per questo avere alcun disturbo o malattia.
La spiegazione di tale fenomeno risiede in una realtà fisiologica: la conformazione anatomica della struttura ossea delle cavità nasali, infatti, è tale da provocare turbolenza al passaggio dell’aria, che si traduce in un rumore interpretato dai genitori come segno di infiammazione e al tempo stesso di potenziale ostruzione, anche perché tende ad accentuarsi nella posizione sdraiata. Se di base, quindi, il lattante da spesso l’impressione di far fatica a inalare l’aria, la situazione peggiora dopo l’esposizione a fattori irritanti, quali vapori di cucina, aria calda e secca, smog e fumo passivo. Le mucose del lattante, infatti, sono molto reattive ad aromi forti, particelle sospese nell’aria e perfino sbalzi di temperatura, cosicché possono aumentare con estrema rapidità la produzione e la quantità di secrezioni (muco), che ovviamente contribuiscono a rendere più marcato il respiro. La terza condizione che lo fa ulteriormente peggiorare è il raffreddore: in questo caso si osserva una vera e propria rinorrea (il naso, cioè, cola), che talvolta può essere anche associata ad aumento della lacrimazione o, qualora dovesse impiantarsi una classica infezione delle vie aeree, sintomi quali febbre, tosse, difficoltà di alimentazione e così via.
Consigli pratici

  • Verificare le condizioni ambientali soprattutto nel locale dove il lattante trascorre la maggior parte del tempo e nelle ore notturne, in particolare quando si accende l’impianto di riscaldamento: la temperatura dovrebbe essere di 20-22 °C e l’umidità relativa intorno al 50-60%
  • Tenere presente che la regolarità dei ritmi (pasti, alternanza sonno-veglia) e il comportamento rappresentano il miglior indicatore dello stato di benessere del lattante, indipendentemente dalla rumorosità del suo respiro
  • Evitare di somministrare farmaci di propria iniziativa per ridurre la congestione e la secrezione nasale (alcune categorie non sono infatti autorizzate nei bambini piccoli)

Una delle prima domande che le neomamme sottopongono al pediatra riguarda proprio la qualità del respiro del loro piccolo.