Salute

In Dolce Attesa



Respirare bene, prima e durante il parto, per il benessere della mamma e del bambino.
Respirare: sembra la cosa più naturale del mondo. Eppure, nella preparazione al parto e soprattutto durante il travaglio, occorre saper respirare “bene”, utilizzando tecniche e metodi ben precisi: è un grande aiuto per attenuare il dolore, per ottimizzare le energie ed evitare crisi di panico.
Si può cominciare l'“addestramento” già nei primi mesi di gravidanza, per esempio con un corso di yoga: le tecniche di respirazione e di rilassamento di questa disciplina indiana apportano notevoli benefici, tanto che molti ospedali propongono corsi ad hoc per le gestanti. Le tecniche fondamentali dello yoga sono tre:
1. le posizioni, o Asana, molte delle quali propriamente specifiche per aiutare la futura mamma a preparare il corpo per il parto (posizione del gatto, della farfalla, ecc.)
2. il controllo del respiro, detto Pranayama
3. la meditazione e la concentrazione, o Krya
Lo yoga è un esercizio dolce, privo di sforzi eccessivi e movimenti bruschi, pertanto molto adatto alle mamme in attesa. La pratica costante aiuta a conoscere meglio il proprio corpo, dunque a captare meglio i segnali che l'organismo invia; ad alleviare la tensione muscolare; ad allontanare l'ansia tramite il rilassamento; e soprattutto a controllare meglio la respirazione, rendendola più regolare, costante e fluida.
Anche nei corsi pre-parto viene insegnato alle gestanti come ottimizzare la respirazione durante il travaglio. Cosa accade in questa fase? Le contrazioni aumentano e diventano sempre più intense e dolorose: il respiro tende ad accorciarsi e a diventare più affannoso, l’organismo consuma più energie, e solo praticando una respirazione corretta si riesce a contrastare la stanchezza e il senso di sfinimento che conseguono. Per recuperare le energie è fondamentale mantenere sempre un respiro calmo, lento e profondo, inspirando a fondo con il naso ed espirando lentamente con la bocca. Questo sistema va praticato soprattutto durante le pause tra una contrazione e l’altra, quando il dolore si attenua ed è più facile riprendere fiato. Una respirazione corretta ci assicura una quota di ossigeno ideale, utile per affrontare al meglio la contrazione successiva; respirando affannosamente si rischia invece un'iperossigenazione con relativo senso di malessere, di mancamento. Allo stesso modo, anche l’ipoventilazione (o addirittura trattenere completamente il respiro) può essere pericoloso, in quanto provoca una carenza di ossigeno sia per la mamma che per il bambino.
Respirare lentamente e profondamente, inoltre, aiuta a placare l’ansia e favorisce l’attivazione delle endorfine, sostanze prodotte dall'organismo che aiutano a resistere meglio alla fatica, al dolore e allo stress fisico.
Per arrivare al parto con il sistema respiratorio al meglio, è importante prepararsi già dai primi mesi: un valido aiuto è offerto dalla pratica costante del lavaggio nasale, fondamentale per tenere pulite e liberare dai batteri le vie respiratorie.
 
Tutte le risposte alle domande tipiche della donna in gravidanza

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