Nanna

IN CAMERA DA SOLO O CON MAMMA E PAPÀ?



Non esiste una regola: in fatto di nanna del neonato ciascuno segue il proprio istinto, le proprie necessità e le esigenze della famiglia.
Anche i pediatri non seguono una linea comune: c’è chi promuove il co-sleeping, chi consiglia di tenere con sé il bambino nel lettone per i primi mesi e, quindi, di spostarlo nella sua stanza, chi sostiene che l’ideale sarebbe abituare il bambino a dormire da solo sin da subito.
Insomma, le posizioni sono diverse proprio perché non esiste uno standard condiviso.
 
In generale, dunque, cerchiamo di capire quali sono le tendenze più comuni e i pro e i contro di tutte le possibili alternative.
 
DA 0 A 6 MESI
NELLA CULLA NELLA STANZA DI MAMMA E PAPÀ

Nei primi mesi di vita il bambino si sveglia spesso durante la notte per mangiare. Soprattutto, dunque, per le mamme che allattano al seno o praticano l’allattamento a richiesta, la comodità di tenere il bambino nella propria stanza è impagabile.
Le alternative in questo caso, sono diverse.
C’è chi mette il lettino accanto al lettone. Chi preferisce tenere il bambino direttamente nel letto tra mamma e papà. Chi si attrezza con le culle da affiancare al lettone.
Tra le ultime due, questa è, forse, la soluzione più consigliata: non solo, infatti, non si rischia di schiacciare il bambino o soffocarlo durante il sonno, ma lo si abitua a dormire in uno spazio suo, non condiviso con mamma e papà.
Il consiglio: durante la nanna del giorno è consigliabile abituare il piccolo a dormire in quella che sarà la sua stanza. Se se ne ha la possibilità, quindi, spostate la culla (o la carrozzina) e lasciate che il bambino, giorno dopo giorno, prenda possesso della sua futura camera.
 
DA 6 A 12 MESI
IN CAMERA CON I GENITORI O DA SOLO NELLA SUA STANZETTA?
Come dicevamo non c’è una regola. Molti genitori preferiscono tenere con sé il bimbo fino, almeno, al compimento dell’anno giustificando la scelta non solo per ragioni pratiche (non ci si deve alzare se il bambino si sveglia di notte), ma anche per motivazioni psicologiche legate allo sviluppo dell’attaccamento e alla creazione del rapporto bambino-genitori.
Nella maggior parte dei casi, però, dopo lo svezzamento, quando cioè il piccolo inizia a svegliarsi meno di notte e ad avere orari più simili a quelli degli adulti, mamma e papà optano per spostarlo nella sua camera, iniziando ad abituarlo al lettino.
Se il bimbo non è abituato a dormire da solo e non conosce lo spazio che lo circonda, nelle prime settimane potrebbe essere necessaria un po’ di pazienza e molta determinazione per “sopravvivere” ai pianti e ai continui risvegli.
Il consiglio: i metodi per addormentare un bambino sono diversi. Sebbene alcuni siano stati fortemente criticati (per esempio, il Metodo Estevill), scegliete quello che vi sembra più indicato per voi e per le vostre esigenze e fidatevi del vostro intuito e della capacità di adattamento del vostro bambino.
 
DA 12 MESI
FINALMENTE IL LETTINO!
Per quanto molti genitori preferiscono continuare a tenere il bambino in camera con sé ben oltre l’anno di età, in linea di massima, al compimento dei 12 mesi, i piccoli possono senza problemi dormire nel loro lettino e nella loro stanza.
Si tratta di una tappa di crescita importante che, come dicevamo prima, potrebbe richiedere un po’ di impegno all’inizio da parte di mamma e papà, ma che alla fine porta all’autonomia del bimbo e, perché no?, a quella dei genitori che possono finalmente riappropriarsi del loro spazio e della loro intimità.
Il consiglio: abituate il bambino a un vero e proprio rituale della nanna da ripetere tutte le sere in modo da creare una routine. In questo modo il bambino saprà cosa sta succedendo e riuscirà a tranquillizzarsi maggiormente rispetto al fatto che al mattino mamma e papà saranno nuovamente con lui.
 

Meglio nella culla in stanza con mamma e papà o nella sua stanzetta? E a che età un bambino dovrebbe iniziare a dormire da solo?